“ Vitigno autoctono della Sicilia importato nell’isola dai Francesi e dagli Inglesi nel XVIII secolo. Viene coltivato alle pendici dell’Etna su terreno vulcanico a mt.300 sul livello del mare.”
La montagna si veste dei colori dimessi, eppure fascinosi, della decadenza autunnale.
Splendide sono le immagini di questo paesaggio di boschi e di ombre, soffici coltri di foglie ingiallite, di un cielo a tratti denso di nubi, messaggere dell’inverno, ormai imminente.
L’Etna d’inverno risplende di luce.
Il bianco abbagliante delle piste innevate è il suo colore, la sua atmosfera.
Appresta il vino i cuori e alla passione li fa più pronti: sfumano i pensieri; nel molto vino ogni penar si stempra.
Publio Ovidio Nasone
L’agriturismo si estende su di una superficie di circa 10.000 mq dove la natura trova piena ed armoniosa espressione offrendo scorci emozionanti e ambienti suggestivi. Un luogo dove natura e storia convivono in modo unico ed affascinante.
Il nome Regia Corte deriva dal fatto che il terreno con il palazzo che facevano parte del feudo di Calatabiano, furono affidati nel 1396 ai Prinicipi Gravina Gruyllas, fondatori di Piedimonte Etneo, i quali, in tale sito vi amministrarono giustizia, come testimoniano le inferriate esistenti negli scantinati del palazzo.
I Gruyllas cedettero , a loro volta, il terreno ed il palazzo ai Baroni Pennisi, i quali già nel 1700 vi cotivavano il nerello.
L’Agriturismo Regia Corte, fa parte dell’omonima azienda vitivinicola, ed è stato ricavato nella struttura dell’antico tribunale borbonico , oggi restaurato con cura e attenzione lasciando inalterate le caratteristiche strutturali tipiche.

“ Vitigno autoctono della Sicilia importato nell’isola dai Francesi e dagli Inglesi nel XVIII secolo. Viene coltivato alle pendici dell’Etna su terreno vulcanico a mt.300 sul livello del mare.”